Mi succede spesso, soprattutto quando sono in ambienti nuovi...è una brutta sensazione, ma non ho ancora imparato, per quanto stia amando la solitudine, a compensarla con i suoi aspetti positivi...a volte, come ora, ci penso e ci sto male, e mi chiedo perchè è sempre così.
Perchè spesso ci sentiamo tanto soli? anche se siamo circondati da una miriade di persone, da gente che ci saluta; a me succede di sentirmi sola, ma più che sola....straniata. Mi sento come aliena, come se non appartenessi al gruppo con cui parlo, alle persone con cui seguo i corsi in università, con le persone con cui prendo i mezzi...ma perchè? Perchè mi ritrovo a pensare e a pensare, perchè non mi sono ancora sentita "a casa" da nessuna parte che non fosse casa mia e con nessuno?
Li guardo, mi chiedo perchè uno di loro ama sparlare come quando si va dalla parrucchiera, mi chiedo perchè quello va da una parte all'altra come uno gnomo e dice cose a caso, ma soprattutto, mi chiedo perchè ritengano che ci sia solo quando sono UTILE...Credo di essere caduta nella trappola di una mia stessa intenzione: essere utile agli altri, aiutarli. Alla fine questo risulta: io mi sento sola e il mondo mi usa più o meno con il mio consenso.
Non è solo una giornata no, sia ben chiaro, è un pensiero che ho spesso, e forse una persona, solo una, mi ha capito davvero in questo...forse.
Devo dire che mi hai colpito Bloody...
Effettivamente capisco perfettamente la sensazione a cui fai riferimento...
Il sentirsi a disagio, oltre che soli, anche quando si è tra "amici".
Il non desiderare di vedere nessuno, il senso di ansia e vuoto misto alla voglia di andarsene quando si è tra la folla, come in una discoteca, in un pub, o in qualsiasi altro luogo deputato al divertimento e alla socializzazione.
Mi è capitato e mi sta capitando in questi mesi, più che altro come risultato di una forte analisi introspettiva che mi ha portato ad allontanarmi da tutti e da tutto, se ci aggiungiamo la mancanza di motivazioni (in tutti i campi) si fa presto a capire che il passo verso la chiusura e la depressione sentimentale è breve.
Il tutto correlato dalla mancanza di una complice e compagna (leggi fidanzata) che non fa altro che acuire questo sentimento (forse meglio essere single in certe fasi della propria vita si evitano problemi ed incompresioni).
Che dirti... Non voglio sembrare banale o peggio ipocrita.. Ma nella mia esperienza di 30enne posso solo dirti che sono fasi passeggere.
Quello che puoi fare per uscirne è dedicarti a fare qualcosa che ti piace (un qualsiasi hobby) per capire cosa ti piace davvero e fare una sorta di autopsicanalisi che spesso è davvero utile.
Abbi solo pazienza!
Un abbraccio!
beh, per prima cosa ti cosiglio di evitare come la peste quelle compagnie o situazioni che ti fanno sentire così. certa gente, oltre a farti perdere tempo, ti toglie anche la voglia di vivere (ho più o meno la tua età e so quando possano essere stressanti i discorsi sulle scarpe.. =D)
come ha detto lone.. hobby e autopsicanalisi sono le uniche cose che ti tirano fuori.
prova a passare un po' di tempo *con te* e fai qualcosa che ti piace.. libri, film, musica.. coltiva quelle cose che ti rendono diversa dagli altri e goditele appieno, sii utile a te stessa.. ^_^
Ma di autopsicanalisi ne faccio...pure troppa >.<
Non lo so, forse è solo questione di trovare se stessi...ma a voi non capita?? voglio dire, questi momenti un pò così, dove ti chiedi se sei capitato nel mondo sbagliato o sei tu ad avere qualcosa che non va, che non ti sta mai bene niente, o se magari sei solo un misantropo fallito...non lo so, io non riesco a trovare risposte. O magari credo di averle trovate, ma quando tornano questi momenti, penso che forse non le ho trovate davvero.
Nel frattempo, vedrò di buttarmi su qualche hobby...che so, l'uncinetto XD vi ringrazio ^^
…io mi sento sola e il mondo mi usa più o meno con il mio consenso...
Mestamente, dolorosamente e tristemente è bellissima questa frase, ed in sé credo che racchiuda un tutto…un tutto tuo, ma non solo…come saprai è condivisibile da coloro che posso sentirsi simili a te…e mi permetto di dire, che siamo davvero in tanti, solo che magari è difficile trovarsi paradossalmente, per meccanismi intrinsechi alle nostre personalità complesse…avrei potuta scriverla perfettamente identica anch’io ad esempio, quella frase….e l’ho formulata nella mia mente più volte recentemente, ecco perché mi hai invogliato a scriverti, perdona il mio sproloquio.
La consapevolezza è un passo.
Dargli un senso è il secondo.
- Ti sei mai chiesta se essere utile agli altri sia una tua necessità? e soprattutto, sei mai andata a
ricercarne il fittizio, ma reale, perché, se infondo è così?
La mia cara professoressa di filosofia, ai tempi del liceo soleva dirci che l’altruista è il più grande degli egoisti… Io mi ritrovo perfettamente d’accordo. Egoismo non inteso banalmente e materialisticamente in senso negativo, sia chiaro, ma esteso ad un principio esistenziale, come bisogno primario, in assenza di…..
- Perché spesso ci sentiamo tanto soli?
Notti fa, mi sono ritrovata a discutere con un amico proprio su questo…
C’è una parte secondo noi, nell’uomo innata…detta in parole povere e spiegata semplicemente, è quella parte che risiede in ogni uomo, a prescindere dall’animo solitario, misantropo o quant’altro, destinata ad esser donata all’altro. È una necessità delle volte inconscia, ed appunto che nasce con noi….un bisogno primario, che se non colmato alla lunga porta frustrazione, sfiducia, a me no che non si è asceti o si ha una elevatura spirituale tale dal riuscire a sentirsi un tutt’uno con l’universo…ma quello è un altro cammino e storia… Ed a volte si sta male, a volte si ha sete, ma non si capisce di cosa.. o non si vuol capire….si finisce per sentirsi soli, in mezzo alla gente, in mezzo agli amici, in mezzo agli sguardi e finti sorrisi di chi ti guarda mentre magari immaginarialmente ti tartassa…
- Gli animi di chi ti sta attorno, li senti affini al tuo? Fino a che punto da loro ti senti compresa?
Delle volte quel senso di vuoto dato dal non darsi, senza analizzare ipotetici ma facili perché….alcune di noi, piccole menti che crediamo autoconservatrici, abilmente tendiamo a colmarlo donandoci a tutti, sottoforma di altruismo….sotto forma di utilità al prossimo…e poi sì, spesso restiamo aggrovigliate nelle loro reti, sino ad impiccarci.
Passare dal senso dell’utile a quello dello sfruttati è assai breve se non si è abbastanza attenti.
….ma tu avevi bisogno di ESSERCI PER QUALCUNO se hai accettato tuo malgrado questo gioco-trappola…è questo che voglio dirti….rendersene conto e sentirsi demoralizzati è il terzo stadio.
Sulla sensazione di straniamento, mi permetto di darti un consiglio concreto…tornado al gioco, giocaci su…. Sull’autobus, per strada, in ascensore, in facoltà, in casa d’altri, o in qualunque altra circostanza ti accada…bene, continua a scrutare ed osservare gli altri, ma senza chiederti che cazzo ci faccio qui o robe simili…inizia a guardare il mondo con altri occhi, con occhi ironici e sarcastici….ridisegna la realtà MENTRE la stai vivendo…infondo lo straniamento è una condizione mentale che si può tranquillamente imparare a dominare ed in modo assai divertente….è più facile a farsi che a spiegarsi….Bene, proprio quell’omino lì che sparla, sparla, sparla, sparla come se fosse dalla parrucchiera, immagine di per sé divertente, coloriscila di più…rendila tangibile e grottescamente divertente nella tua testa mentre la stai vivendo… vedrai come ti verrà anche da sorriderci su…e chi ti guarderà penserà cosa diavolo si ride quella matta? Bhe, non male….sapessero…
- Quanti anni hai? Anche se l’età anagrafica è largamente relativa, il numero lo da il loro peso vissuto effettivo.
Io 26, e ti dirò che dopo aver sperimentato 10.000 modi di essere, apparire e vivere, per mettermi alla prova, sbloccarmi, maturare, crescere e confrontarmi con tutti….dopo aver disteso elastici esistenziali anche eccessivamente, che ebbi sempre dannatamente, da natura eccessivamente elitarista, teso pochissimo, sono arrivata alla constatazione ultima sì, che certi periodi possono essere considerati fasi della propria vita, più o meno buie, anche se sempre e comunque utili, ma la propria natura ultima, dolente o nolente non si cambia….possiamo indossare maschere, cercare di….ma resteremo sempre quelli, ed io ci aggiungerei, fortunatamente…solo gli scalfi ed i pugni dell’esperienza e la maturità ti faranno arrivare a viver decisamente meglio questo senso di diversità…e della tua cara anima aliena te ne farai solo un vanto. Porta pazienza.
….Viva i misantropi falliti ma brillanti.
Per cui adesso? No, niente introspezioni assolutamente, credo tu sia una giovane donna, non una ragazzina, e vedi questo mi fa riflettere sul non periodo….ne avrai fatte fin troppe, non hai più nulla su cui riflettere, ma hai solo da vivere come viene….solo con un pizzico di ironia e sarcasmo in più…Tempi di completa solitudine a volte aiutano anche a purificarsi dal negativo umano se ne si è saturi. Hobby si, ma non come dispersione momentanea di preoccupazioni, ma come arti, come plasmare sensazioni concretizzate in opere che posso farti sentire fiera di te ed accrescere la tua autostima, bhe, si, anche l’esecuzione di un centrino nella sua estetica e laboriosità può fungerti da tale, il punto croce no? Se vuoi ho tantissimi schemi!! ^__^ Altrimenti scrivi….suona…canta…..ascolta musica che s’addensi con un tuo umore da risvegliare, rilassare ed accarezzare, non che lo tedii o assecondi in questo stato…. Si sa, la musica è una terapia, ma anche una terapia se assunta male….
Keltica, devo dire che la tua prof di filosofia ha centrato in pieno XD "l'altruista è il più grande degli egoisti" me lo dico anch'io quando mi chiedo "ma se ci fosse un altro modo per sentirsi bene con se stessi, si aiuterebbero ancora gli altri?"...quindi sì, in effetti sono un'egoista da questo punto di vista.
Non so quale mancanza abbia avuto per rendermi come sono, ma è da quando ero piccola che ho questa "vocazione" dell'essere utile gli altri...poi, man mano che cresci, capisci che non c'è solo questo, ma che a volte non puoi fare niente, che bisogna prima valutare chi si ha davanti per non essere (ab)usati o presi in giro. Solo che non ho ancora imparato a conoscere le persone, sto migliorando ma non ho ancora imparato, e così faccio errori di valutazione e mi sento straniata.
Non capisco il fatto che esserci per gli altri abbia come diretta conseguenza poi essere considerati "oggetti" e non "persone", non è una conseguenza logica necessaria!!! è questo che acuisce la solitudine, avere molti dubbi sul fatto che qualcuno possa esserci per me in un momento di bisogno. Con questo non dico che il mio modo di fare sia finalizzato ad un tornaconto (se non, come dicevo prima, seguire la mia "vocazione"), tutt'altro...però vorrei essere rispettata (come tutti) e sentirmi meno sola (anche questo in fondo come tutti).
Capisco perfettamente la sensazione che hai descritto e che provi..
A volte ho paura che la solitudine sia una compagnia di cui non posso fare a meno,ma che riesce ugualmente ad uccidermi.
Credo che sentirsi soli non sia una brutta sensazione,solo che non siamo abituati ad accettarla.
Io mi sento così da anni,ed ho imparato a conviverci ed apprezzare questa condizione che per me è divenuta "ideale".
Perchè si deve stare bene in mezzo alla gente?
Non è mica una cosa per tutti,ci sono quelli che sono portati e quelli no.
Però ci dicono fin da piccoli che dobbiamo socializzare,che bisogna imparare a stare in mezzo agli altri ecc.
Ma perchè??
Se sto bene da solo resto da solo e basta.
Poi da grande con un tale condizionamento ti senti in colpa,come se fosse un delitto stare da soli e non voler parlare con nessuno.
Perchè devo confrontarmi con gli altri,discutere,se quello che gli altri hanno da dire per me conta zero?
E cosa molto importante,affrontare la solitudine aiuta a capire se stessi molto di più che con il confronto.
Certo,si rischia anche di impazzire a volte,ma è un rischio da correre se si vuol prendere l'autentica coscienza di sè.
Come ogni grande impresa,anche capire se stessi nasconde grandi pericoli.